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31 agosto 2019, ore 21, Palazzo Fantini, Tredozio

 Un'opera in forma sonata
La musica strumentale di Giuseppe Sarti

Roberto Noferini, violino
Chiara Cattani, cembalo


Giuseppe Sarti, faentino, manifesto' presto il suo talento musicale  e fu nominato organista della cattedrale di Faenza prima dei diciannove anni; dal 1750 lascio' la cattedrale per dedicarsi all'opera, divenendo direttore del Teatro di Faenza nel 1752. Il suo primo lavoro certo e' Il re pastore, andato in scena a Pesaro in quell'anno. Seguirono Medonte, Demofoonte e Olimpiade, che gli fecero guadagnare un prestigio tale che nel 1753 Federico V di Danimarca lo invito' a Copenaghen come Hofkapellmeister e direttore del teatro dell'opera. Nel 1765, mentre era in Italia per ingaggiare nuovi cantanti, il re mori', e questo mise fine alla sua permanenza danese. Passo' un periodo a Londra nel 1769, dove per mantenersi fu costretto a dare lezioni di musica. Nel 1779 fu nominato maestro di cappella della cattedrale di Milano: qui scrisse un'altra ventina di opere nonche' musica sacra per la cattedrale e si occupo' dell'istruzione di alcuni allievi, fra cui Luigi Cherubini. Nel 1784 Sarti venne invitato da Caterina II di Russia a San Pietroburgo: durante il viaggio sosto' a Vienna dove Giuseppe II lo ricevette con grandi onori e dove conobbe Mozart. Nella citta' russa, come direttore del teatro, compose diverse opere e musica sacra, tra cui un Te Deum per la vittoria di Ochakov nella guerra russo-turca. Sarti rimase in Russia sino al 1801, quando per la sua malferma salute chiese il permesso di lasciare il paese; mori' a Berlino sulla via del ritorno verso l'Italia.


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